La Banca Regionale della Terra

La Banca regionale della Terra: uno strumento innovativo per i giovani, l’occupazione e la salvaguardia territoriale

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La Banca Regionale della Terra è un hub di scala regionale per raccogliere i terreni agricoli e agroforestali, le aziende agricole e i fabbricati rurali disponibili per affitto e concessione che i proprietari vogliono destinare a iniziative aziendali prioritariamente realizzate da giovani under 40, caratterizzate da attenzione all’innovazione, alla qualità, alla tutela della tipicità e alla sostenibilità.
Il progetto di legge, di cui sono relatrice e prima firmataria, prevede la costituzione di una banca dati online, accessibile a tutti tramite internet, nella quale troveranno spazio terreni agricoli, agroforestali, fabbricati rurali e aziende agricole di proprietà pubblica e privata disponibili per affitto o concessione. Rientrano negli ambiti della Banca della Terra anche i terreni abbandonati e incolti, al fine di perseguire in modo efficace il recupero di suolo produttivo, di limitare gli incendi e gli squilibri idrogeologici legati all’incuria e all’abbandono. È previsto anche l’inserimento dei beni agricoli sequestrati e confiscati, per favorirne una rapida assegnazione che li riporti a veicolo di valore economico e sociale per la collettività, evitandone il deterioramento e promuovendo una gestione attiva.
La dimensione regionale della banca dati consente di aumentare la visibilità dell’offerta di terreni, aziende e fabbricati, superando le limitazioni attuali, legate a barriere geografiche e frammentarietà. Contemporaneamente, attraverso i criteri di priorità legati all’assegnazione è possibile supportare un ricambio nelle conduzioni sempre più rispondente agli obiettivi di qualità e sostenibilità.

La tutela della centralità che la filiera agroalimentare ricopre all’interno dell’economia regionale significa rispondere alle nuove sfide che dobbiamo affrontare, tra cui l’accesso alla terra da parte delle giovani generazioni – un tema ripreso anche nel Patto per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna – e il recupero di terreni abbandonati soprattutto nelle aree rurali e montane per tutelare i beni comuni e prevenire dissesti idrogeologici.

Giovani e lavoro sono le parole chiave di questo progetto di legge, che vede protagonista il mondo agricolo.  Agricoltura, in Emilia-Romagna, significa economia, occupazione e sostenibilità: con questo progetto di legge vogliamo rilanciare il lavoro in questo settore strategico e al contempo recuperare terreni e immobili abbandonati o improduttivi per farli diventare fonte di reddito e di sviluppo.

Il progetto di legge individua anche i criteri di priorità su cui si baserà l’assegnazione dei beni inseriti nella Banca della Terra, che prevede la presentazione di un piano di sviluppo aziendale da parte dei richiedenti e che premierà come elementi qualificanti: l’età inferiore ai 40 anni del richiedente, l’utilizzo di modelli di agricoltura biologica, sociale e sostenibile, la realizzazione di produzioni a marchio di qualità e la collaborazione con startup innovative in ambito agroalimentare presenti sul territorio regionale. Nella nostra regione oltre la metà degli agricoltori ha più di 60 anni e il 64% delle aziende agricole è condotto da agricoltori over 55 senza successione. È altrettanto vero che sta aumentando in modo significativo l’interesse delle giovani generazioni verso la nostra agricoltura, come dimostrano i numeri crescenti delle iscrizioni agli istituti superiori e alle facoltà di scienze agrarie e gli ottimi dati di partecipazione ai bandi PSR dedicati ai giovani agricoltori. La Banca della Terra costituirà un nuovo punto di contatto e di opportunità tra chi vuole realizzare un’iniziativa imprenditoriale in ambito agricolo e chi ha un terreno o un’azienda in cerca di un progetto nuovo.

Per approfondire:

testo del progetto di legge
infografiche
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